Contatti

Direttore
Antonio Gottarelli
Conservatore
Annachiara Penzo

L'area archeologico-naturalistica di Monte Bibele

tel: +39051929766
fax: +39051929766
mob: +393291949532

mail: info@montebibele.eu

Novità

02 giugno 2017 Festa della Repubblica
Museo Civico Archeologico “L. Fantini”

Un evento in organizzato dal Comune di Monterenzio e Associazione Arc.a Monte Bibele.
Ore 10.00 premiazione giornata del maggiorenne e Gens Terenzia, a cura dell'amministrazione comunale di Monterenzio.
Ore 12.00 visita guidata con archeologo al Museo e alla mostra temporanea “Luoghi, Donne e Uomini della Resistenza nella Valle dell'Idice”.
Biglietto di ingresso museo+mostra 6€ intero (4€ ridotto da 6 a 14 anni; 1€ possessori Card Musei Metropolitani di Bologna e soci Arc.a Monte Bibele; gratuito fino a 5 anni).

Informazioni: museomonterenzio@unibo.it; tel. 051 929766; cell. 329 1949532


04 giugno 2017 Armi e fiori dei Celti
Area archeologica di Monte Bibele

Un evento in organizzato in collaborazione tra archeologi dell'Associazione Arc.a Monte Bibele e rievocatori storici della Compagnia del fiore d’argento-Galli Boi.


Ore 16.00 visita guidata all'area archeologica di Monte Bibele. Laboratorio: come combattere con spada e scudo e tingere i tessuti con essenze naturali. Realizzazione di filati intrecciati a mano.
Ritrovo alle ore 16 al Centro Servizi di Monte Bibele (si raccomandano calzature chiuse e antiscivolo).
Costo a persona 15€ (7€ da 6 a 14 anni, possessori Card Musei Metropolitani di Bologna e soci Arc.a Monte Bibele; gratuito fino a 5 anni). Prenotazione obbligatoria.

Informazioni: museomonterenzio@unibo.it; tel. 051 929766; cell. 329 1949532


10 giugno 2017 Alla bottega di Efesto
Museo Civico Archeologico “L. Fantini”

Evento in collaborazione tra gli archeologi dell'Associazione Arc.a Monte Bibele, il Maestro di lavorazione di metalli Vincenzo Pastorelli, i rievocatori storici della Compagnia del fiore d’argento-Galli Boi , dei Teuta Foionco, del Popolo di Brig.
Dalle ore 10.00 in poi attività dimostrative (fusione, forgiatura, sbalzo), laboratori per adulti e bambini, visite guidate, pranzo.

Info e costi: tel. 051 929766; cell. 329 1949532; info@montebibele.eu (per la giornata sconti del 20% su tutto il materiale in vendita al bookshop riservati a possessori Card Musei Metropolitani di Bologna e soci Arc.a Monte Bibele). Prenotazione consigliata.


18 giugno 2017 Grand tour. Una domenica in Appennino
Area archeologica di Monte Bibele

Iniziativa di Emilbanca, con la collaborazione dell'Ass. Arc.a Monte Bibele
Ore 15.30 visita guidata con archeologo all’area archeologico-naturalistica di Monte Bibele.
Ore 17.30 degustazione
Ritrovo alle ore 15.30 al Centro Servizi di Monte Bibele (si raccomandano calzature chiuse e antiscivolo). Costo a persona 5€ (3€ possessori Card Musei Metropolitani di Bologna e soci Arc.a Monte Bibele; gratuito fino a 5 anni). Prenotazione obbligatoria.

Info e prenotazioni: info@montebibele.eu; tel. 051 929766; cell. 329 1949532


24 giugno 2017 #Startrekking

Evento in collaborazione tra Ass.ne Arc.a Monte Bibele, Comune di Monterenzio, Dip. di fisica e astronomia - Unibo, Ass.ne Il Cerchio musicale
Ore 16.30 trekking all'area archeologico-naturalistica di Monte Bibele, alla scoperta del cielo degli Etruschi.
A seguire Assaggi musicali e pic nic all'aperto.
Ore 21.45 osservazione guidata del cielo con laser.
Ritrovo alle ore 16.30 in piazza della Pace a Quinzano (BO) (si raccomandano calzature chiuse e antiscivolo).
Costo a persona 16€ (14€ da 6 a 14 anni, possessori Card Musei Metropolitani di Bologna e soci Arc.a Monte Bibele). Prenotazione obbligatoria.

Info e prenotazioni: info@montebibele.eu; tel. 051 929766; cell. 329 1949532


30 giugno 2017 I Fuochi di Taranis Festival Celtico
Presso il parco del Museo Civico Archeologico “L. Fantini”

Evento in collaborazione tra Ass.ne Ca' di Brenno, Ass.ne Arc.a Monte Bibele, Comune di Monterenzio
Ore 18.00 inaugurazione del festival. Stand gastronomici, concerti, eventi di rievocazione storica, visite con archeologi.

Info e costi: tel. 051 929766; cell. 329 1949532; info@montebibele.eu (per la serata sconti del 20% su tutto il materiale in vendita al bookshop del Museo riservati a possessori Card Musei Metropolitani di Bologna e soci Arc.a Monte Bibele). Prenotazione consigliata.


L'area archeologico-naturalistica di Monte Bibele

Il massiccio di Monte Bibele

Le prime scoperte archeologiche sul massiccio di Monte Bibele seguono di pochi anni il superamento alleato delle difese tedesche della “Linea Gotica”, avvenuto in questo settore nellʼautunno del 1944. Dopo una prima fase di scavo condotta negli anni ʻ60 da volontari dei comuni di Monterenzio e di Loiano, vennero eseguiti, fra il 1972 e il 1975, i primi scavi archeologici regolari della Soprintendenza per i Beni Archeologi- ci dellʼEmilia-Romagna, cui seguirono, a partire dal 1979, le campagne sistematiche dei ricercatori dellʼIstituto di Archeologia dell'Università degli Studi di Bologna (oggi Dipartimento di Storia Culture Civiltà), a tuttʼoggi ancora in corso.
Dopo lʼinaugurazione del Museo Civico Archeologico di Monterenzio, Fesr avvenuta nel 2000, e grazie ad un fondo europeo POR FESR gestito dalla Regione Emilia-Romagna, nel 2009 è stato finanziato il progetto dellʼUniversità di Bologna e del comune di Monterenzio per la valorizzazione dell'Area dʼInteresse Archeologico Naturalistico di Monte Bibele e questo ha permesso, tra il 2011 e il 2015, di intervenire decisamente alla riqualificazione dellʼarea, con la musealizzazione dell'abitato etrusco-celtico di Pianella di Monte Savino, la realizzazione di un Centro Servizi e la ristrutturazione dellʼantico percorso di “Via della Carrozza”.
I nuovi scavi, i restauri, i lavori di sterro e di ripristino degli antichi piani di calpestio, delle strade di collegamento interno, del sistema di regimentazio- ne delle acque, la ricostruzione in situ di due unità abitative, e gli interventi di consolidamento e messa in sicurezza dei percorsi e dei terrazzamenti, hanno consacrato la rinascita di questa realtà archeologica ai più ancora sconosciuta, ponendo le basi per la sua piena valorizzazione, conoscenza e fruibilità in ambito europeo.

Il massiccio di Monte Bibele

Il massiccio di Monte Bibele

Il massiccio di Monte Bibele è situato fra le Valli dell’Idice e dello Zena, a nord di San Benedetto del Querceto e di Quinzano. Costituito da arenarie e marne, è formato da numerosi rilievi e pianori, talvolta circondati da ripide pendici. Le tre cime principali sono Monte Bibele (m 600 s. l. m.), che dà il nome a tutto il massiccio, Monte Tamburino (m 575 s. l. m.) e Monte Savino (m 550 s. l. m.), il cui fianco orientale è detto “Pianella di Monte Savino”.
La posizione del massiccio, che domina le due vallate e che permette la visione fino al passo della Raticosa, unita alla ricchezza di acque sorgive – significativamente perpetuata dal nome Bibele (dalla radice latina bib-, bere)- fu senza dubbio la ragione della sua predisposizione all’insediamento. Il Massiccio è infatti ricco di evidenze archeologiche, che si datano a partire dall’età del Rame, ma che assumono maggiore rilevanza per l’età del Bronzo e per la seconda età del Ferro.
Per l’età del Bronzo si segnalano rinvenimenti di focolari e tracce di capanne sia nell’area di Pianella di Monte Savino che in quella di Monte Tamburino.
Per l’età del Ferro invece sono stati riportati in luce i resti di un’area di culto etrusca (stipe) alle pendici sud-occidentali di Monte Tamburino, di un abitato etrusco celtico sulla Pianella di Monte Savino, cui va riferita la necropoli scoperta sul Monte Tamburino. Infine, tracce di frequentazioni e di fossati artificiali hanno fatto avanzare l’ipotesi dell’esistenza di un luogo di culto celtico sulla sommità del Monte Bibele.

La stipe votiva

La stipe votiva

La scoperta di una stipe votiva a Monte Bibele è stata del tutto involontaria. I primi sondaggi del 1989 sulle pendici sud-occidentali di Monte Tamburino (seguiti da campagne di scavo negli anni 1993-95) volevano in realtà individuare la parte più recente della necropoli del vicino abitato etrusco-celtico di Pianella di Monte Savino.
In un'area esplorata di circa 110 mq, si è messa in luce una depressione a forma di conca molto aperta, al centro della quale è ragionevole ipotizzare l'esistenza di un piccolo specchio d'acqua.
All'interno della depressione, in un terreno di riempimento il cui spessore varia dai pochi centimetri dei bordi ai 35-40 cm del centro, sono state rinvenute 195 statuette di bronzo, che si inquadrano bene nella produzione artigianale etrusco-italica del V sec. a.C., con particolari affinità con i contemporanei bronzetti schematici di Bologna e dell'Appennino emiliano-romagnolo.
Insieme ai bronzetti giacevano numerosissimi esemplari di vasellame ceramico: centinaia di vasi miniaturistici e alcuni vasi di normali dimensioni, rientranti nel panorama delle produzioni etrusco-padane del V sec. a.C. Per alcuni dei materiali rinvenuti i confronti rimandano inoltre alle produzioni attiche a vernice nera. Accanto a questi materiali troviamo inoltre vasellame di pasta grigia, di impasto buccheroide e a vernice nera di produzione volterrana, che sembra portare la frequentazione della stipe ad un orizzonte cronologico più tardo (fino alla seconda metà-fine del IV sec. a.C.).
Bronzetti e ceramiche erano deposti come offerte votive intorno o all'interno del piccolo bacino. Non si sono invece trovate tracce di sistemazione monumentale dell'area sacra, né è stato possibile individuare quale fosse la divinità oggetto di culto.
Quello che si deduce dai materiali e che colpisce è la frequentazione intensa della stipe in pieno V sec. a.C., quando in apparenza il vicino abitato di Pianella di Monte Savino non esisteva ancora, mentre le tracce di frequentazione si affievoliscono fino a scomparire con il corso del IV sec. a. C., proprio quando l'abitato fiorisce.
In realtà sono ormai numerosi gli indizi che fanno pensare all'esistenza di un insediamento sulla Pianella già nel V sec. a. C., quasi totalmente cancellato dai rimaneggiamenti delle epoche successive. E' possibile che, con l'apparire della nuova e massiccia componente di Celti transalpini a Monte Bibele nel IV sec. a.C., il ruolo sacrale venga a sparire e la frequentazione della stipe cessi, forse a vantaggio di nuove forme di culto.

Il villaggio etrusco-celtico di Pianella di Monte Savino

Il villaggio etrusco-celtico di Pianella di Monte Savino

In una zona naturalmente difesa, sul versante attualmente denominato Pianella di Monte Savino, gli scavi sino ad ora condotti hanno riportato alla luce un abitato d’altura di circa 7000 mq, in parte ancora da esplorare.
Materiali archeologici databili al V sec. a.C. indicano la frequentazione del sito già in quest’epoca, forse per scopi insediativi; tuttavia la fase più consistente dell’abitato si colloca tra gli inizi del IV e il II sec. a.C.
I motivi che determinarono l’impianto dell’abitato vanno ricercati nella situazione storica degli inizi del IV sec. a. C., quando la Pianura Padana era coinvolta nelle massicce migrazioni di tribù celtiche dall’Europa Centrale, attirate in Italia dalla fertilità della nostra penisola, nota a loro per le relazioni e i contatti da tempo stabiliti con vari popoli italici, fra cui gli Etruschi.
L’insicurezza e l’instabilità del momento provocarono mutamenti nel popolamento, con il parziale abbandono dei centri urbani, a favore di siti d’altura naturalmente difesi. Nel nostro caso, l’area della Pianella di Monte Savino favorevole per la ricchezza di fonti d’acqua e per le possibilità di controllo del territorio circostante, fu scelta da un gruppo di etruschi per insediarvi un nuovo villaggio.
Attorno al 350 a.C., al primo nucleo di abitanti etruschi del villaggio si affianca la presenza di una componente celtica. Questo arrivo è segnalato non tanto dai pochi oggetti di tipo celtico rinvenuti all’interno dell’abitato, quanto dalle tombe del vicino sepolcreto.
Un consistente strato di incendio documenta poi la fine dell’abitato agli inizi del II sec. a. C. Questa fine improvvisa è con tutta probabilità da collegarsi alle operazioni di conquista effettuate dai Romani in quest’area.
Il villaggio venne costruito secondo un “progetto urbanistico” rigoroso ed unitario, che richiese la soluzione di alcuni problemi strutturali determinati dalla natura stessa del sito e l’impiego di una notevole forza lavoro. L’area in questione dovette infatti essere disboscata e la forte pendenza della montagna (dal 10 al 30%) venne spezzata con la costruzione di una decina di terrazzamenti consecutivi, con andamento nord-sud.
Tali terrazzamenti, piattaforme di terra sostenute da muri di pietra, costituirono una sorta di isolati dalle dimensioni irregolari, su cui vennero impiantate sia le strutture abitative (da 40 a 50) che quelle di uso collettivo (vari magazzini per conservare i cereali e la cisterna).
La viabilità interna al villaggio era assicurata da un sistema di strade e rampe, che collegava i vari isolati; in particolare, le strade, lastricate con ciottoli, grazie alla loro costante pendenza di circa 4°, costituivano anche un funzionale sistema di scorrimento delle acque piovane verso i settori non edificati ai margini del villaggio, fino a confluire per lo più in un grande inghiottitoio naturale (la “tana del tasso”), che ancora oggi assorbe la maggior parte delle acque correnti, essendo posto alla convergenza delle principali linee di pendenza dell’abitato.

La necropoli di Monte Tamburino

La stipe votiva

La sommità e il versante occidentale di Monte Tamburino furono occupate da una necropoli databile dalla fine del V sec. a.C. in poi, e riferibile all’abitato di Pianella di Monte Savino. Tra le ricerche clandestine e quelle ufficiali, si può dire che dal sepolcreto provengono circa 170 tombe (161 da scavi regolari più un’altra decina da scavi clandestini).
Il livello attuale del terreno non corrisponde a quello del suolo antico: l’erosione ha abbassato la parte sommitale e più alta del pendio, mentre nella parte bassa, dove il terreno di colluvione si è fermato, lo spessore è cresciuto: per questa ragione le tombe delle parti più alte della necropoli sono quasi affioranti, mentre quelle della parte bassa del pendio si trovano a profondità maggiori.
Sulla cima, quasi pianeggiante, le fosse (39) hanno una distanza reciproca molto ampia (circa 3 metri) ed un orientamento prevalentemente nord-ovest/sud-est; le fosse collocate lungo i fianchi sud e nord (rispettivamente 14 e 103) sono organizzate in maniera quasi lineare, e sul pendio settentrionale formano quattro file molto evidenti, alle quali si mescolano gruppi di fosse più piccole, di incinerati. Le fosse di questo settore sono collocate trasversalmente al pendio, e presentano un corridoio di accesso (dromos) che si inserisce al centro del lato rivolto verso valle.
Un più ampio raggruppamento di incinerazioni, apparentemente privo di ordine, è collocato all’estremità nord-ovest del pendio.
Complessivamente sono state recuperate 123 tombe a inumazione e 38 tombe a incinerazione. Nella necropoli di Monte Tamburino si riconoscono almeno 4 fasi che si susseguono tra lo scorcio del V e la metà del III sec. a.C.; la disposizione regolare delle strutture tombali, integrata dallo studio dei corredi, consente di avere un quadro abbastanza preciso della successione temporale dei seppellimenti. Si può dire che la necropoli rappresenta una sorta di registro dei decessi, nel quale troviamo alle prime pagine le tombe più antiche e alle ultime quelle più recenti. In questo registro possiamo dunque cogliere almeno una parte delle vicende della comunità di Monte Bibele: le tombe più antiche appartengono a genti etrusche, quelle più recenti a genti celtiche ed etrusche. La comparsa di Celti nella comunità di Monte Bibele si ha circa intorno al 380 a.C.

Lo studio integrato dei materiali di corredo - operato da archeologi, specialisti dell’armamento celtico, specialisti di tessuti antichi, paleozoologi, paleoantropologi - ha consentito di caratterizzare ogni singola deposizione funebre già a partire dall’età e dal sesso.
I corredi costituiscono insiemi coerentemente strutturati e mostrano l’esistenza di un sistema di ritualità ben radicate a Monte Bibele, come a Monterenzio Vecchio e, più in generale, nel territorio bolognese. Essi comprendono oggetti di parure e di ornamento, un servizio per il banchetto, armi di ferro, insieme ad elementi indicativi dello stato sociale e/o dell’età del defunto.
Le tombe con armi rappresentano l’elemento di maggiore interesse della necropoli: innanzitutto attestano il ruolo importante svolto dall’elemento guerriero all’interno della comunità, in secondo luogo mostrano gli strettissimi legami con le forme e l’evoluzione dell’armamento dell’Europa celtica transalpina.
Questa concordanza indica che con la Keltiké d’oltralpe vi furono non solo legami molto stretti, ma rapporti continui e ininterrotti.
Sono questi aspetti che fanno di Monte Bibele un sito di rilievo internazionale per quanto concerne l’archeologia dei Celti in Italia.

Come raggiungerci

Da Monterenzio proseguire lungo la strada provinciale SP7 in direzione sud. Oltrepassare Savazza e Bisano e raggiungere San Benedetto del Querceto. All'incrocio girare a destra in direzione di Loiano (SP22). Finiti i tornanti, si giunge a Quinzano, e si possono scegliere due diverse opzioni per accedere all'area archeologico-naturalistica:

  • a piedi (percorso trekking 3.689 m; biciclette e cavalli ammessi): per raggiungere il percorso di trekking, circa 200 m dopo il cartello di Quinzano parcheggiare l'auto nel grande piazzale che si trova sulla sinistra ("piazza della Pace"). Attraversare la strada tenendo la destra e imboccare quindi la prima strada a sinistra ("via S. Giuseppe") tenendo la Chiesa alla propria destra. Proseguire dritto fino al cartello di ingresso posto presso "via della Carrozza": 2.878 m a piedi per raggiungere il Centro Servizi (sentiero CAI 803), dietro il quale si sviluppa un sentiero che sale attraverso il bosco (811 m; sentiero CAI 805) e che termina accanto al sito archeologico (l'abitato di Pianella di Monte Savino).

  • in auto (seguito da 811 m di camminata): per avvicinarsi in auto il più possibile, girare a destra circa 200 m dopo il cartello di Quinzano (in direzione della val di Zena "via Zena"). Proseguendo per 1.800 m si raggiunge l'accesso principale all'area (sulla destra) percorribile in auto per circa 550 m. Il parcheggio si trova accanto al Centro Servizi, dietro il quale si sviluppa un sentiero che sale attraverso il bosco (811 m; sentiero CAI 805) e che termina accanto al sito archeologico (l'abitato di Pianella di Monte Savino).

Durante la vostra visita a Monte Bibele troverete evidenze archeologiche solo nell'abitato di Pianella di Monte Savino. Se desiderate visitare anche le altre aree del massiccio, non saranno presenti strutture archeologiche ma vi accompagnerà unicamente la naturale suggestione di antichi luoghi consacrati.
Dove termina il sentiero CAI 805, sul crinale, la strada che porta all'abitato si trova sulla sinistra; proseguendo invece a destra, attraverso un percorso stretto e roccioso, si arriva a una pianura con un bosco di querce. Lì è stato scoperto il deposito votivo (nome attuale "Le Pozze"). Continuando a inerpicarsi lungo il lato destro della montagna, si raggiunge poi la zona dell'antica necropoli.