Contatti

Direttore
Antonio Gottarelli
Conservatore
Annachiara Penzo

Museo Civico Archeologico "L. Fantini"

Via del Museo, 2
40050 Monterenzio (BO)

tel: +39051929766
fax: +39051929766
mob: +393291949532

mail: museomonterenzio@unibo.it

Novità

27 agosto 2017 Visita guidata con archeologo a Monte Bibele
Festival Celtico
Presso il parco l'Area archeologica di Monte Bibele

Evento in collaborazione tra Ass.ne Ca' di Brenno, Ass.ne Arc.a Monte Bibele, Comune di Monterenzio
Ore 18.00 ritrovo al Centro Servizi di Monte Bibele (Monterenzio, BO).

Prenotazione consigliata a info@montebibele.eu oppure cell. 329 1949532.
Costo 10 € adulti, 5 € da 6 a 14 anni, gratuito fino ai 5 anni.


02 settembre 2017 Festa del Benessere
Visita guidata con archeologo al Museo “L. Fantini”
Museo Civico Archeologico “L. Fantini”

Ore 15.30 Visita guidata con archeologo alle sale espositive del Museo Civico Archeologico “L. Fantini”, Monterenzio (BO).

Prezzo speciale 10 € a persona (comprensivi di biglietto di ingresso e visita guidata) (8 € soci Arc.a Monte Bibele e possessori Card musei metropolitani Bologna; 5 € da 6 a 14 anni; gratuito fino a 5 anni).


03 settembre 2017 Festa del Benessere
Visita guidata con archeologo
Area archeologica di Monte Bibele e Museo Civico Archeologico “L. Fantini”

Ore 10.00 Visita guidata con archeologo all’area archeologico-naturalistica di Monte Bibele.
Ritrovo al Centro Servizi.
Prenotazione obbligatoria
Costo a persona: 10 € (8 € soci Arc.a Monte Bibele e possessori Card musei metropolitani Bologna; 5 € da 6 a 14 anni; gratuito fino a 5 anni).

Ore 15.30 Visita guidata con archeologo alle sale espositive del Museo Civico Archeologico “L. Fantini”, Monterenzio (BO).

Prezzo speciale 10 € a persona (comprensivi di biglietto di ingresso e visita guidata) (8 € soci Arc.a Monte Bibele e possessori Card musei metropolitani Bologna; 5 € da 6 a 14 anni; gratuito fino a 5 anni).


05 settembre 2017 “Cosa abbiamo in comune? Le proposte del comune di Bologna alle scuole”
Bologna, Palazzo di Re Enzo (I piano, sala di Re Enzo e Salone del Podestà)

Dalle ore 10.30 alle 16.30: L’associazione Arc.a Monte Bibele sarà presente con le sue proposte didattiche per l’anno scolastico 2017/2018.


23 settembre 2017 Archeologia e Natura a Monte Bibele
In occasione di “Vivi nel Verde” e delle “Giornate europee del patrimonio”
Area archeologica di Monte Bibele e Museo Civico Archeologico “L. Fantini”

Ritrovo ore 11:00 in via del Museo 2, Monterenzio (Bo)
Ore 11.00: Visita guidata con archeologo alle sale espositive del Museo Civico Archeologico “L. Fantini” di Monterenzio e alle repliche tattili di armi etrusco-celtiche.
Pranzo: al sacco libero (o a prezzo convenzionato in trattoria locale, su prenotazione)
Ore 15.00: spostamento con mezzi propri all’area archeologico-naturalistica di Monte Bibele e camminata con archeologo tra i resti dell’antico villaggio. Prenotazione obbligatoria

Costo speciale della giornata “Vivi nel Verde“: 20 € a persona (comprensivi di biglietto di ingresso al Museo e visite guidate con archeologo); (10 € da 6 a 14 anni, gratuito fino a 5 anni)


29 settembre 2017 Bologna - La notte dei ricercatori
Bologna, Palazzo d'Accursio

Dalle ore 18.00 alle ore 24.00 nel Cortile d'Onore di Palazzo d'Accursio, in piazza Maggiore 6 a Bologna si terrà:

Monte Bibele, archeologia on the road.
Vivere da Celta e da Etrusco: laboratori sull’argilla, il telaio manuale, gli antichi metalli e i sistemi di orientamento archeo-astronomico.
A cura dell'Associazione "Arc.a Monte Bibele" (Presidente Annachiara Penzo - Università di Bologna), con l'ausilio dell'Associazione Compagnia del Fiore d'argento-Galli Boii e del Maestro Vincenzo Pastorelli. 
In collaborazione con il Museo Civico Archeologico “L. Fantini” e l'area archeologico-naturalistica di Monte Bibele.


Orari

Museo Civico Archeologico "L. Fantini"

Museo Civico Archeologico "L. Fantini"

Orari

lunedì chiuso
martedì su appuntamento
mercoledì 09:00 - 13:00
giovedì 09:00 - 13:00
venerdì su appuntamento
sabato 10:00 - 18:00
domenica 10:00 - 18:00

Aperture straordinarie (10:00 - 18:00): 6 gennaio, lunedì di Pasqua, 25 aprile, 1 maggio, 2 giugno, 1 novembre, 8 dicembre

Chiuso nelle seguenti festività: 1 gennaio, domenica di Pasqua, 15 agosto, 25 e 26 dicembre

Tariffe

Biglietto di entrata
(si invalida all'uscita)

biglietto intero 5 €
biglietto ridotto* 3 €
biglietto gratuito** 0 €

Biglietto giornaliero
(valido fino all'orario di chiusura)

biglietto intero 7 €
biglietto ridotto* 5 €
biglietto gratuito** 0 €

*biglietto ridotto: ragazzi da 6 a 14 anni, scolaresche, studenti dell'Università di Bologna

**biglietto gratuito: bambini da 0 a 5 anni, accompagnatori turistici, di scolaresche, di disabili, possessori di Card Musei Metropolitani di Bologna

Benefit famiglie: i genitori con bambini usufruiscono sempre del giornaliero al medesimo costo del biglietto di entrata.

Formula "Vivi il Museo"

Card 40 €

La card consente l'accesso per tutto l'anno solare (scadenza il 31/12 dell'anno di emissione) negli orari di apertura.
Include servizi di aggiornamento mail e il libro "Appenninica" (con DVD allegato).

Links

Museo Civico Archeologico "L. Fantini"

museo_fantini

La nuova sede del Museo Archeologico, inaugurata nel luglio del 2000, fu il risultato di un notevole sforzo congiunto da parte del Comune di Monterenzio, della Comunità Montana, della Regione Emilia-Romagna, del Ministero per i Beni Culturali e dell'Università di Bologna. Quello stesso anno, le ricerche archeologiche si spostarono dal Monte Bibele all'opposto versante dell'Idice, Monterenzio Vecchio, a seguito di ricognizioni operate fin dal 1988. Negli anni a seguire, il sito restituiva una necropoli con più di 40 sepolture coeve a quelle di Monte Tamburino, ma contraddistinte dall'estrema ricchezza e complessità dei corredi, un abitato dell'età del Bronzo e una nuova stipe votiva, con centinaia di vasetti miniaturistici.
Mentre il nuovo scavo proseguiva, nel 2006 la superficie espositiva del museo veniva ampliata all'esterno dell'edificio, con la ricostruzione in scala reale di un modello di casa dell'abitato etrusco-celtico di Pianella di Monte Savino. Diventava così possibile avere unʼesperienza tangibile di quale fosse lʼingombro plani-volumetrico di una singola abitazione, e a completamento del percorso di visita esterno, nel 2011 si costruiva una recinzione a graticcio a circondare la casa e parte del museo. Parallelamente all'attività di ricerca sul campo, proseguiva il restauro dei numerosi corredi provenienti dalla necropoli di Monterenzio Vecchio, il cui scavo si era concluso nel 2008.
Nel corso del 2015, a 15 anni di distanza dall'inaugurazione del Museo nella sua sede attuale - ed a 50 anni dall'inizio dei primi scavi sul Monte Bibele - lʼintero percorso di visita è stato interamente ripensato, riorganizzato e riprogettato per permettere ai nuovi materiali di integrarsi all'interno dell'allestimento precedente.

Organigramma

Direttore
Antonio Gottarelli
Conservatore
Annachiara Penzo

Staff
Pietro Baldassarri
Andrea Baroncioni
Ivano Devoti
Lisa Guerra
Elena Maini
Federica Proni
Simona Scarpelli
Massimo Zanfini

Le collezioni

Il Museo raccoglie le testimonianze archeologiche utili a ricostruire la storia della presenza dell’uomo nell’Appennino bolognese, in particolare nelle Valli dell’Idice e dello Zena, dai primi manufatti in pietra del Paleolitico fino all’età romana e medievale.
Ampio spazio é dedicato ai reperti provenienti dagli scavi archeologici del Dipartimento di Archeologia dell’Università di Bologna svoltisi su Monte Bibele e su Monterenzio Vecchio, rispettivamente sulla sinistra e sulla destra idrografica dell’Idice.
La scoperta dell’abitato etrusco-celtico di Pianella di Monte Savino (fine V - inizi II sec. a.C.) e della relativa necropoli sul Monte Tamburino (fine V – seconda metà III sec. a.C.) ha gettato nuova luce su due secoli di storia poco conosciuti, caratterizzata dall’arrivo nei nostri territori di gruppi etnici di Celti.
Nel contempo, la ripresa delle ricerche in una nuova necropoli sul pendio ai piedi della Chiesa parrocchiale di Monterenzio Vecchio (metà IV- metà del III sec. a.C.), hanno portato nuovi corredi (etrusco-celtici) nel Museo, che è diventato così uno dei principali punti di riferimento per lo studio dei Celti in Italia.
Più di sessanta tombe di guerrieri con armamento “celtico” sono ora conservate al suo interno e proprio per questo il Museo Civico Archeologico “L. Fantini” è considerato il principale “museo dei Celti” in Italia.
Non minore importanza e fascino ha suscitato la scoperta del deposito votivo etrusco di Monte Bibele (V sec. a.C.) formato da migliaia di vasi miniaturistici e da quasi 200 statuette in bronzo, deposti sul fondo di un piccolo bacino naturale, alimentato da sorgenti d’acqua.
Elementi di novità e di grande interesse scientifico provengono dalla cima di Monterenzio Vecchio dove nel XIII sec. a.C. sorse un villaggio di capanne che per circa un secolo fu abitato da una comunità di pastori dei quali restano strumenti in osso e corno, pezzi di macine e migliaia di frammenti di vasellame ceramico, tipici della tarda età del Bronzo e della regione appenninica.

Il percorso tattile

Le sale del Museo, accessibili anche ai visitatori disabili, sono corredate da un percorso tattile inaugurato nel 2010 e realizzato con la collaborazione dell'Istituto Cavazza di Bologna. Il percorso, dotato di didascalie in carattere Braille, è costituito da numerose riproduzioni di antichi reperti realizzate dal maestro Vincenzo Pastorelli (in arte Hephestus), e permette al visitatore di maneggiare repliche di armi, bronzetti, vasi e strumenti legati al consumo del vino e alla cura del corpo.

La nuova sezione: Monterenzio Vecchio

Monterenzio Vecchio, area così denominata in quanto sede della vecchia Chiesa del Comune di Monterenzio, si trova lungo il crinale compreso tra la Valle dell'Idice e la Valle del Sillaro, a circa 700 m s.l.m. e a circa 20 km a sud est di Bologna, in una posizione che domina tanto il territorio emiliano quanto quello romagnolo, assai prossima ai valichi tosco-emiliani. Già nel 1882 Giovanni Gozzadini, allora Regio Commissario per i Musei e gli Scavi dell’Emilia e delle Marche, segnalava nelle "Notizie degli scavi di Antichità" la presenza in questa zona di antichi corredi con armi (un elmo di ferro, una lama di spada e una cuspide di lancia), confermata un secolo dopo quando, in occasione di profonde arature agricole, l'ex Dipartimento di Archeologia dell'Università di Bologna, ora Dipartimento di Storia Culture Civiltà, recuperò una ulteriore decina di tombe (tombe A-L). Scavi sistematici iniziarono nel 2000, in collaborazione con l'Ècole française di Roma e il CNRS-ENS UMR 8546 di Parigi e si protrassero per un decennio, portando alla luce altre sepolture (tombe 1-39) che ci restituiscono l'insieme di una necropoli più ampia, costituita in totale da una cinquantina di tombe.
Ai piedi della necropoli si trovavano un luogo di culto, ovvero una stipe votiva costituita da centinaia di vasi miniaturistici, ed una vasta area tuttora oggetto di indagini archeologiche. La pianificazione generale dell'area funeraria mostra una disposizione di fosse lungo tre o quattro possibili allineamenti, due dei quali si snodano su terrazzamenti artificiali, larghi da sei a sette metri e lunghi rispettivamente una trentina e una sessantina di metri. Le tombe più antiche, come nella limitrofa necropoli di Monte Tamburino, si trovano verso il crinale, mentre le più recenti sono collocate nella parte bassa del pendio, secondo un diverso sfruttamento cronologico del terreno, che permette di datare il sepolcreto dalla metà del IV ai primi decenni del III secolo a.C. La struttura delle fosse, rettangolari, prevede sempre un rinforzo delle pareti con ciottoli, quando la fossa non sia scavata interamente nella pietra stessa. Al suo interno veniva deposta la cassa lignea atta ad ospitare il defunto e il suo corredo funerario. Si tratta di tombe celto-italiche per lo più a rito inumatorio, ad eccezione di tre tombe maschili di cremati (tombe 16, 28, 32). Tra le 32 sepolture per le quali è stato possibile individuare il sesso del defunto in base agli elementi di corredo e alle analisi antropologiche sinora svolte, si hanno 14 deposizioni femminili e 18 maschili, queste ultime quasi tutte di guerrieri caratterizzati da armamenti complessi. Le donne sembrano oltrepassare nella maggior parte dei casi i 45 anni di età, mentre gli uomini sono meno longevi (con anno di morte tra i 16 e i 45 anni a seconda dei casi).
I corredi si presentano organizzati per gruppi di oggetti appartenenti a una medesima funzione - elementi di ornamento personale, di connotazione sessuale o status sociale e servizio da banchetto - analogamente a quanto avviene nella vicina necropoli di Monte Tamburino a Monte Bibele, ma spiccano la loro alta qualità, ricchezza o eccezionalità (come ad esempio la situla di bronzo della tomba 5, la grande kylix suddipinta della tomba 36, il kantharos a figure rosse della tomba 1 o il duck askòs della tomba 2) che portano ad ipotizzare di essere in presenza di un sepolcreto destinato ad una ristretta élite.
La necropoli di Monterenzio Vecchio si inserisce in un contesto di grande interesse strategico per la vicinanza con l'insediamento di Monte Bibele, con cui doveva esserci un costante contatto, ma anche per la prossimità con la via Flaminia Minor, tracciato militare realizzato nel 187 a.C. dal console Gaio Flaminio per sancire il controllo di Roma sulle nuove conquiste territoriali tra Bologna e Arezzo, che segnò il definitivo abbandono di quel crinale da parte degli occupanti celto-italici.

Il IV e III sec. a.C.

IV_III_secolo

È al quadro storico degli inizi del IV secolo a.C. che bisogna guardare per ricercare le cause che hanno determinato la nascita dell’insediamento celto-italico di Monte Bibele. Le città etrusche della Pianura Padana, come Felsina, Marzabotto, Spina, il Forcello e Adria, fiorenti nel secolo precedente, si trovano ora coinvolte nelle massicce migrazioni di tribù celtiche provenienti dall’Europa Centrale. Queste si pongono in aperto contrasto con la crescente potenza romana che, avanzando in direzione dell'Italia centro-meridionale, conquista le prime città etrusche di area tirrenica. L’insicurezza e l’instabilità di questo momento storico provocano, nel primo quarto del IV sec. a.C., forti mutamenti nel popolamento dell'Etruria Padana, con il parziale abbandono da parte etrusca di alcuni centri, quali Marzabotto e il Forcello, e la contrazione di altri (vedi la stessa Felsina) a favore di siti d’altura naturalmente difesi. Il caso di Monte Bibele è infatti da inserirsi in un più ampio riassetto demografico del settore appenninico - di cui è una ulteriore testimonianza la recente scoperta della necropoli di Monterenzio Vecchio sull’opposto versante dell’Idice - che vede la nascita di piccoli insediamenti in posizione strategica rispetto alle principali direttrici di transito tra i due versanti appenninici, dotati di ampia padronanza visuale sul territorio circostante e a vista l’uno con l’altro.
Tra il 375 e il 350 a.C., al nucleo di fondatori etrusco-italici del villaggio di Pianella di Monte Savino a Monte Bibele si affianca la presenza di una componente celtica, documentata non tanto dai pochi reperti ascrivibili a questa cultura rinvenuti all’interno dell’abitato, quanto piuttosto dai corredi funerari del vicino sepolcreto di Monte Tamburino. In questo, elementi tradizionalmente etruschi vengono affiancati da oggetti tipicamente celtici, legati soprattutto all'ornamento e all'armamento. Una compenetrazione simile di elementi italici e celtici si riscontra nella vicina necropoli di Monterenzio Vecchio, in tombe di sepolcreti legati a Bologna e al suo territorio, nonché in altri centri padani (come Spina e Adria) ed anche in vari siti di altura appenninici, che sembrano restituire l'idea di una linea più o meno continua di avamposti militari di crinale che si sviluppano tra l'Adriatico e il Tirreno, dalle Marche (Montefortino di Arcevia) alla Liguria (Cafaggio).
L'inizio del III secolo a.C. mostra infatti una precisa politica espansionistica di Roma in direzione della costa adriatica, conseguente alla conquista di tutti i territori sanniti e al consolidamento della sua egemonia in Italia centro-meridionale, in netto contrasto con la potenza siracusana consolidata negli avamposti di Ancona ed Adria. La nuova composizione di alleanze testimoniata dalla Lega Italica (Sanniti, Umbri, Etruschi e Celti) subisce un grande smacco nel 295 a.C., anno della battaglia di Sentinum (nei pressi di Sassoferrato Arcevia - Fabriano) che segna il trionfo di Roma ed il suo definitivo approdo in Adriatico. La successiva fondazione della colonia di Sena Gallica (Senigallia) e la deduzione di Rimini aprono una fase storica contrassegnata dall'avanzata romana in Italia settentrionale, con continue campagne militari contro Liguri e Celti (in particolare contro i Galli Boi) e con le guerre condotte contro la potenza cartaginese.
Nel 225 a.C. un’ultima grande coalizione di Galli Boi, Taurini, Liguri e Gesati d’oltralpe, rivalica l’Appennino verso sud penetrando in Etruria, ma viene annientata dalle legioni romane prima a Talamone e poi a Clastidium, nell’Oltrepò pavese. L’inarrestabile avanzata romana verso nord ed il consolidamento delle sue posizioni sulla linea del Po con le fondazioni di Piacenza e Cremona, subisce una grave battuta d’arresto con l’invasione cartaginese. Nel 219 a.C. Annibale valica le Alpi e scende in Italia sconfiggendo ripetutamente le legioni romane, prima sui fiumi Ticino e Trebbia, poi, valicato l’Appennino Tosco-Emiliano, al lago Trasimeno.
Nell'attraversare i passi appenninici, probabilmente in questo stesso settore, diviene figura chiave per le popolazioni celtiche prima sconfitte, allo scopo di arrestare l'avanzata romana nella Pianura Padana. Tra la fine del III e gli inizi del II sec. a.C., in un momento che si colloca tra la distruzione della potenza cartaginese, la successiva e definitiva disfatta dei Boii, nonché la fondazione di Bononia romana e la costruzione delle vie Emilia (Rimini-Piacenza) e Flaminia “minore” (Arezzo-Bologna), la vita del villaggio di Pianella ha termine. Un consistente strato d’incendio, la cui origine è ancora oggetto di studio, documenta la fine dell'abitato di Pianella di Monte Savino ed il contestuale e definitivo abbandono di tutto il massiccio di Monte Bibele.
Il luogo non venne più abitato, ma nei quasi 200 anni di vita di questo villaggio le generazioni che si susseguirono furono in parte protagoniste e in parte testimoni, non del tutto inconsapevoli, di avvenimenti che per i mille anni a venire avrebbero cambiato radicalmente la storia del continente europeo e quella delle sue relazioni con l'intero mondo allora conosciuto: dalle sponde atlantiche a quelle mediterranee orientali, fino alle più remote terre della Valle dell'Indo. Mentre il Bibele viveva, Alessandro il Grande dilatava i confini del mondo e i filosofi greci misuravano l'estensione del nostro pianeta. Gli abitanti del villaggio svolgevano attività che per millenni erano state il sostentamento dei loro avi, ma già erano capaci di realizzazioni quali il quadrante solare, antica "bussola" per l'orientamento astronomico e geografico: strumento modernissimo per chi, spingendo lo sguardo da questi monti sulla vasta pianura e, oltre, sul mare e sulle vette alpine del lontano orizzonte, si preparava con la mente alla conquista del mondo.

Come raggiungerci

In auto: da Bologna prendere la tangenziale in direzione S. Lazzaro, oltrepassare l'uscita 13 e seguire le indicazioni per "complanare sud". Uscire alla prima uscita ("Idice") e seguire le indicazioni per "Idice"/"Monterenzio". Arrivati a Monterenzio girare a destra dove fa angolo l'ufficio postale, "via del Museo".

In bus: dall'aeroporto "Marconi" di Bologna raggiungere la stazione centrale tramite linea BLQ.
Dalla stazione di Bologna raggiungere a piedi l'autostazione (400 m, 6 min.) e prendere il bus della linea 916 o 918. Scendere alla fermata "Monterenzio scuola", appena passato l'ufficio postale.
Oppure calcola il tuo percorso da Bologna.